Il Tribunale di Prato, in funzione di Giudice del Lavoro, con la sentenza n. 5/2025 , ha accolto il ricorso patrocinato dall’Avv. Isetta Barsanti Mauceri, in favore di una collaboratrice scolastica a tempo determinato che, in possesso dei requisiti previsti dalla L. Bilancio del 2023, con riferimento al cd. Bonus Mamma, era rimasta privata dell’esonero contributivo perché il legislatore aveva escluso che tra i beneficiari della norma potessero rientrare le lavoratrici a tempo determinato.
ll c.d. “bonus mamma”, introdotto dalla L. n. 213 del 30 dicembre 2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, rappresenta un esonero contributivo a favore delle lavoratrici madri di almeno due figli con un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, nei settori pubblico e privato. L’art- 1 comma 18’0-182 della L. 213/2023 prevedeva che per i periodi dal 1.01.2024 al 31.12.2026, alle lavoratrici madri di tre o più figli, come la ricorrente, con un rapporto di lavoro dipendente fosse riconosciuto un esonero del 100 per cento della quota dei contributi previdenziali. Tale previsione era però esclusa in favore delle lavoratrici che come la ricorrente avevano sottoscritto un contratto a tempo determinato.
Una nuova disparità di trattamento, quindi, tra lavoratrici a tempo determinato e lavoratrici tempo indeterminato, assolutamente ingiustificata e contraria ai principi comunitari ormai pacifici.
La sentenza del Giudice del Lavoro di Prato è importante anche perché è la prima in argomento e risponde ad un’esigenza ormai pacifica di rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici a tempo determinato.